Eremi

EremoLe testimonianze sulla vita di Pietro di Angeleri descrivono un uomo desideroso di vivere secondo l'ideale eremitico che si rifaceva ai padri del deserto. Sono note le penitenze, le quaresime, le sofferenze del cilicio che contribuirono a creare intorno alla sua figura un alone di santità. Le sue fughe da un eremo all'altro erano in genere giustificate da una ricerca quasi esasperata di solitudine, là dove l'accorrere delle "genti devote" non Eremi 2lo permetteva. La Majella per la sua conformazione, aveva una destinazione eremitica già nei secoli precedenti l'anno mille, quindi era un ambiente adatto alla vita spirituale. Pietro in genere non si dedicò alla costruzione di nuovi eremi ma occupò luoghi sacri di culto ormai abbandonati da tempo. In particolare quattro saranno fondamentali nella sua storia di eremita e fondatore dell' Ordine dei Celestini: Santo Spirito a Majella a Roccamorice, San Bartolomeo in Legio a Roccamorice, San Giovanni all' Orfento a Caramanico e Sant' Onofrio al Morrone a Sulmona. Questi luoghi colpiscono non solo per la testimonianza storica, artistica e religiosa ma, anche per la natura selvaggia e incontaminata che li circonda.